Categoria: Business Relations
-
L’accanimento terapeutico sulle dashboard non vi salverà. I dati sono una conseguenza, se a monte fate schifo, il vostro cruscotto servirà solo a certificarlo. Allenate le persone, i numeri arriveranno da soli. C’è un’intera generazione di professionisti convinta che, torturando un foglio Excel abbastanza a lungo, questo finirà per sputare fuori una strategia di business. Viviamo immersi nell’illusione che ottimizzare maniacalmente i cruscotti possa mascherare il vuoto pneumatico che c’è a monte. Poi ascolti per caso un allenatore di calcio tirare fuori una frase che…
-
Smettetela di cercare i fuoriclasse, le aziende stanno in piedi grazie a chi non vuole la vostra poltrona. Siamo arrivati al capolinea di una bugia colossale che ci portiamo dietro da troppo tempo: l’idea che per avere il diritto di esistere su questo pianeta si debba necessariamente eccellere in qualcosa. Da matematico che ha passato una vita intera a cercare la logica dietro il caos dei numeri, vi dico che l’eccellenza non è un traguardo, ma una prigione mentale che ci siamo costruiti per sentirci…
-
Il capitalismo cognitivo e l’estrazione sistematica del plusvalore intellettuale: perché agenzie e professionisti stanno affogando nella zona morta. L’alienazione del professionista, da stratega a operaio del “fermento” digitale. Il primo successo del Capitalismo Cognitivo è stato una sottile operazione di ingegneria sociale: convincere i professionisti senior e i titolari di agenzia che la loro seniority non si misuri più sui bilanci dei clienti, ma sulla loro capacità di produrre “fermento”. Siamo nel mezzo di quello che Giorgio Soffiato definisce correttamente come un settore che “se…
-
Fuori i numeri: quante fatture avete staccato per merito di LinkedIn? Sia chiaro un punto, prima che qualcuno inizi a scaldarsi inutilmente. Questo non è un attacco alla mia rete di contatti, con molti di voi ho costruito scambi intellettuali di alto livello e confronti che reputo fondamentali, ma qui non stiamo parlando di filosofia o di pacche sulle spalle digitali. Stiamo parlando di business vero, di quello che si misura con i fatti e non con i like, e il dato, per quanto mi…
-
Vengo spesso a Trieste, ormai è una tappa fissa per rimettere i piedi per terra. Questa città, con la sua bellezza severa e la Bora che ti sbatte in faccia la realtà senza fare sconti, ha il potere di pulirti le lenti. Sono qui per un progetto (l’ennesimo tentativo di dare un senso a flussi di dati che molti preferirebbero ignorare) e dopo una giornata passata a sentire “vision” e “strategie brand-centriche”, ho sentito il bisogno fisico di staccare. Mi sono incamminato verso l’Osservatorio di…
-
In un’organizzazione gerarchica la verità è un atto di insubordinazione. Se la spia dell’olio lampeggia, il sistema non ripara il motore: stacca i cavi del sensore per proteggere la narrazione di un successo che esiste solo nelle slide. Il consulente come anatomopatologo aziendale Quando varco la soglia di un’azienda mediamente strutturata per un incarico di analisi statistica, non mi sento un consulente strategico. Mi sento un anatomopatologo. Il mio compito è sezionare i dati per capire dove l’organismo sta marcendo, ma la differenza è che…
-
La menzogna del tempo e l’umiliazione del sollecito. Partendo dal presupposto fondamentale che il tempo non sia affatto una risorsa scarsa ma piuttosto una scelta politica e strategica dell’interlocutore, risulta evidente che quando una proposta viene lasciata a marcire nel silenzio non è per una reale mancanza di minuti ma perché il valore offerto è scivolato in fondo a una gerarchia del dolore dove il cliente non percepisce ancora l’urgenza di una cura immediata. In questo scenario, l’atto del follow-up smette di essere un semplice…
-
Il paradosso del consulente: trasferire la competenza per farsi stimare o proteggere il segreto per farsi pagare? La sottile linea tra diventare un partner insostituibile e trasformarsi in un costo da tagliare. La separazione dei beni: perché fare e insegnare sono due contratti diversi. La pretesa di trasparenza è l’arma che il cliente brandisce per smantellare la tua autorità senza doverne pagare il prezzo di mercato. Quando accetti di mostrare i passaggi tecnici delle tue attività operative, stai firmando una cessione di asset che non…
-
C’è un equivoco enorme che continuiamo a portarci dietro come una colpa originale, ovvero l’idea che il cinismo sia una mancanza, un difetto caratteriale, una resa morale. Come se essere cinici significasse non credere più in niente, non costruire, non rischiare. È una lettura comoda, soprattutto per chi vive di promesse, di narrazioni motivate e di fiducia richiesta in anticipo.La verità è meno rassicurante e molto più semplice: il cinismo non è una posa emotiva, è una reazione cognitiva. Questo articolo nasce da qui, da…
-
Questo è il primo articolo del 2026 e vale la pena dirlo subito, anche solo per mettere un punto fermo prima di ripartire. Saluto chi legge da tempo e chi è arrivato da poco, magari intercettando un articolo condiviso, una discussione accesa o un disaccordo dichiarato. Qui non si cercano sintesi concilianti né formule motivazionali, ma ragionamenti che provino a reggere quando l’entusiasmo si spegne e restano solo le conseguenze. All’inizio di un nuovo anno ha senso porsi una domanda che molti evitano perché scomoda:…
-
La fine della consulenza a rischio zero. Nel digitale si parla tanto di responsabilità, ma quasi sempre è responsabilità da manuale, elegante, astratta, impeccabile in riunione e irrilevante nella realtà. È la responsabilità che si firma con le parole, non con i fatti. Quella che produce report, non risultati, quella che si esaurisce appena scade il contratto. È il modello dominante nel settore della consulenza, tutti responsabili finché non succede niente, tutti innocenti quando succede qualcosa. Lo skin in the game è l’esatto opposto. È…
-
Non lo è mai stato. Non lo sarà mai. Passi vent’anni a lavorare nel digitale e alla fine ti accorgi di una cosa elementare: il cliente non è tuo amico. Non lo è mai stato. Non lo sarà mai. L’amicizia presuppone reciprocità, lealtà, tempo condiviso, comprensione autentica. Il rapporto professionale presuppone margine, obiettivi, aspettative, responsabilità. Sono due strutture incompatibili. Ogni volta che qualcuno confonde le due cose, il progetto muore. La retorica aziendale ha spinto per anni questa fantasia tossica del “partner”, del “compagno di…