L’evento che ti fa pagare il passato al prezzo del futuro.
Eccomi al Search Marketing Connect, dove ogni digital “coso” è invitato a sentirsi un pioniere del futuro. Costo? 349 euro.
Promesse? Contenuti esclusivi, networking illuminante, idee rivoluzionarie.
La realtà? Beh, il solito mix di déjà vu e teorie che faticano a sembrare moderne, figuriamoci futuriste.
Diciamolo chiaramente: senza l’AI, molti interventi sembrerebbero materiale riciclato dagli anni passati. Il marketing è questo eterno “sta per arrivare qualcosa di epico” che però non arriva mai. E nel frattempo ci vendono slide e concetti già visti a un prezzo che, se ci pensi, fa venire voglia di aprire un Google Doc e riscrivere tutto da capo.
Speech che cercano di salvarsi (con risultati alterni)
Non tutto è da buttare, per carità. Ecco gli interventi che, almeno per un attimo, mi hanno fatto sentire che i 349 euro erano quasi giustificati:
- Federica Brancale – “No Code Analytics: analisi di business con l’AI senza usare una riga di codice”
- Finalmente! Non servono più CSS, SQL o altri codici criptici per fare analisi. Basta sapere cosa chiedere all’AI. Peccato che sapere cosa chiedere sia già un’impresa titanica per molti. La promessa di democratizzare i dati è intrigante, ma sospetto che il risultato saranno analisi tanto “no code” quanto “no sense”.
- Finalmente! Non servono più CSS, SQL o altri codici criptici per fare analisi. Basta sapere cosa chiedere all’AI. Peccato che sapere cosa chiedere sia già un’impresa titanica per molti. La promessa di democratizzare i dati è intrigante, ma sospetto che il risultato saranno analisi tanto “no code” quanto “no sense”.
- Enrico Altavilla – “Dal keyword stuffing a ChatGPT: evoluzione, tool e rischi SEO dei testi dozzinali”
- Ah, la SEO: quel mondo dove si parte da keyword stuffing per arrivare a ChatGPT, passando per anni di contenuti spazzatura. Enrico ha raccontato questa epopea con cinismo e verità: testi mediocri erano e testi mediocri restano, anche con l’AI. Utile? Sì. Ma lascia una domanda inquietante: siamo destinati a una valanga infinita di articoli inutili, solo meglio scritti? Chi produce contenuti inutili e chi prova a distinguerli dalla spazzatura.
- Ah, la SEO: quel mondo dove si parte da keyword stuffing per arrivare a ChatGPT, passando per anni di contenuti spazzatura. Enrico ha raccontato questa epopea con cinismo e verità: testi mediocri erano e testi mediocri restano, anche con l’AI. Utile? Sì. Ma lascia una domanda inquietante: siamo destinati a una valanga infinita di articoli inutili, solo meglio scritti? Chi produce contenuti inutili e chi prova a distinguerli dalla spazzatura.
- Matteo Zambon – “Attribuzioni di GA4: ‘It’s a trap!’”
- “Non fidarti delle attribuzioni di GA4.” Ecco il messaggio chiave. Matteo ha dimostrato che i numeri non tornano mai, a meno che tu non intervenga con soluzioni ad hoc.
Praticamente: GA4 ti dà i numeri e tu devi farli quadrare. Utile, certo, ma l’idea che dobbiamo aggiustare i report manualmente fa venire il dubbio che il futuro non sia proprio così brillante.
- “Non fidarti delle attribuzioni di GA4.” Ecco il messaggio chiave. Matteo ha dimostrato che i numeri non tornano mai, a meno che tu non intervenga con soluzioni ad hoc.
- Enrico Pavan – “AI Data Strategy”
- Come strutturare i dati per sfruttare al meglio l’AI. Tutto molto bello e futuristico, ma mi sono chiesto per tutto il tempo: quanti di noi hanno il budget, le risorse e la pazienza per mettere davvero ordine nel caos? È un po’ come sentirsi dire che puoi avere una Ferrari, ma devi costruirla pezzo per pezzo.
- Come strutturare i dati per sfruttare al meglio l’AI. Tutto molto bello e futuristico, ma mi sono chiesto per tutto il tempo: quanti di noi hanno il budget, le risorse e la pazienza per mettere davvero ordine nel caos? È un po’ come sentirsi dire che puoi avere una Ferrari, ma devi costruirla pezzo per pezzo.
- William Sbarzaglia – “Dallo scraping all’analisi dati tramite l’AI e Looker Studio”
- Scraping, correlazioni e visualizzazione dati: un mix che, da matematico, mi fa drizzare le antenne. Ma, diciamolo chiaramente: le tecniche presentate non erano proprio il sacro graal della complessità semplificata.
Per chi mastica numeri, era più un ripasso delle basi che una rivelazione. Certo, utili per chi si avvicina ora al mondo dei dati, ma nulla che faccia gridare al miracolo. La sensazione? Un’opportunità mancata di alzare un po’ il livello e puntare davvero in alto.
- Scraping, correlazioni e visualizzazione dati: un mix che, da matematico, mi fa drizzare le antenne. Ma, diciamolo chiaramente: le tecniche presentate non erano proprio il sacro graal della complessità semplificata.
Networking: Ovvero, come sentirsi alieni in mezzo alla gente
Ah, il networking. Quel momento magico in cui tutto sembra possibile. A detta degli organizzatori, è qui che si creano connessioni, si costruiscono partnership e si cambiano le sorti del business. La mia realtà? Un susseguirsi di conversazioni educate e biglietti da visita (digitali e non) che non userò mai.
Forse sono io, ma l’idea di parlare di campagne e strategie con un bicchiere in mano mi fa sentire più fuori posto che mai. E a quel punto, i 349 euro diventano solo il prezzo di una giornata da sociopatico di lusso.
Location: Splendida, ma per chi?
Palazzo Re Enzo è una meraviglia. Ma mi chiedo: serve davvero una location del genere per parlare di attribuzioni GA4 e scraping?
Sì, la bellezza storica eleva l’esperienza. Ma, onestamente, avrei preferito che elevasse anche i contenuti. Sarebbe stato uguale in una sala conferenze anonima? Probabilmente sì, e avremmo risparmiato un bel po’.
349 euro per molte domande e poche risposte
Alla fine della giornata, mi porto a casa alcune idee interessanti, qualche riflessione e una sensazione sempre più forte: gli eventi di settore non servono per innovare, ma per perpetuare se stessi.
La domanda che mi resta in testa è questa: il marketing sta davvero evolvendo o stiamo solo trovando nuovi modi per presentarci le stesse vecchie idee?
Resistete, arriveranno tempi migliori. Nel frattempo, facciamoci forza e continuiamo a navigare questo caos digitale. Un abbraccio a tutti.

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